Micron Document
██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝


🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b

🔍 Search

¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯

Epiro
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
Lmweg'mwewEpiro (in mwfagreco moderno: Ήπειρος mwfqÌpiros) è una regione geografica e storica del sud-est dell'mwfgEuropa, facente parte dell'mwfwAlbania meridionale e della mwgaGrecia nord-occidentale. Si trova tra la catena montuosa del mwgqPindo e il mwggMar Ionio, estendendosi dalla mwgwbaia di Valona ai mwhamonti Acrocerauni a nord fino al mwhqgolfo di Arta e alle rovine della città mwhgromana di mwhwNicopoli d'Epiro nel sud.cite-ref-britannica-4-0[4]cite-ref-ocd527-5-0[5] È divisa tra la regione dell'mwkaEpiro nel nord-ovest della mwkqGrecia e le prefetture di mwkgArgirocastro, mwkwValona e mwlaBerat nel sud dell'mwlqAlbania. La più grande città dell'Epiro è mwlgGiannina, sede della regione dell'Epiro, con mwlwArgirocastro come maggiore città dell'Albania nel territorio dell'antico Epiro.cite-ref-britannica-4-1[4]

Regione scoscesa e montuosa, l'Epiro era uno dei luoghi dove rimane tutt'oggi una delle culle della civiltà Greca e sede del santuario di mwnqDodona, l'antico mwngoracolo Greco e il secondo più prestigioso dopo mwnwDelfi. Unificato nel 370 a.C. dalla dinastia degli mwoaEacidi, raggiunse il massimo del suo splendore durante il regno di mwoqPirro, le cui campagne contro mwogRoma sono all'origine della frase "mwowvittoria di Pirro". L'Epiro divenne poi parte dell'mwpaImpero romano, assieme al resto dell'Illiria, nel 146 a.C., seguito poi dall'mwpqImpero bizantino.

Dopo la caduta di mwpwCostantinopoli a seguito della mwqaquarta crociata, l'Epiro divenne il centro del mwqqdespotato d'Epiro, uno degli stati che succedettero all'Impero bizantino. Conquistato dall'mwqgimpero ottomano nel mwqwXV secolo, divenne semi-indipendente durante il regno di mwraAlì Pascià di Tepeleni nei primi anni del mwrqXIX secolo, ma gli ottomani ne ripresero il controllo nel 1821. Dopo la mwrgguerra dei Balcani e la mwrwprima guerra mondiale, il nord dell'Epiro venne assegnato all'Albania entrando far parte del nuovo stato del mwsaPrincipato d'Albania, mentre il sud venne assegnato alla mwsqGrecia.

Contents

Storia
Note

──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────

Nome ed etimologia

"Epiro" deriva dal latino mwuqEpirus che deriva a sua volta dal mwuggreco attico Ἤπειρος (mwuwḖpeiros) - in mwvadorico mwvqἌπειρος, mwvgĀ́peiros - con il significato di "terraferma", "zone interna" (in contrapposizione alle zone costiere) da una radice mwvwproto-indoeuropea mwwa

• Heh₂per-mwww (Beekes) or
• h₂eh₁/h₂per-io-mwxq (Kroonen)cite-ref-6[6]. Con il significato di costamwyg venne originariamente applicato alla dirimpettaia mwywCorfù e alle mwzaisole ionie.cite-ref-7[7]

Il nome venne impresso sulle monete della mwaglega epirota: ΑΠΕΙΡΩΤΑΝ (mwawin greco antico Ἀπειρωτᾶνmwba? mwbqĀpeirōtân, mwbggreco attico: mwbwin greco antico Ἠπειρωτῶνmwca? mwcqĒpeirōtôn, i.e. "degli Epiroti"). Il nome albanese della regione, che deriva dal greco, è Epiri.

Confini e definizione

La regione storica dell'Epiro è generalmente considerata come estendersi dalla parte nord dei mwdaMonti Acrocerauni (moderna Llogara in Albania), situata a sud della baia di mwdqAulon (moderna mwdgValona), al mwdwgolfo Ambraciano (o golfo di mweaArta) in Grecia.cite-ref-book-vii-chapter-7-5-8-0[8] Il confine settentrionale dell'antico Epiro è alternativamente dato dalla foce del fiume mwfqAoos/mwfgVoiussa, immediatamente a nord della baia di Valona.cite-ref-9[9] Il confine orientale dell'Epiro era definito dai monti mwgwPindo, che formano la spina dorsale della Grecia continentale oggi e separano l'Epiro dalla mwhaMacedonia e dalla mwhqTessaglia.cite-ref-britannica-4-2[4] Ad ovest, si affaccia sul mwigmar Ionio. L'isola di mwiwCorfù è situata sulla costa epirota e fa parte dell'Epiro.

La definizione di Epiro è cambiata nel corso del tempo, tale che i moderni confini amministrativi non corrispondono ai confini dell'antico Epiro. La mwjqregione dell'Epiro in Grecia comprende solo una frazione del classico Epiro e non comprende le parti orientali, che si trovano in mwjgTessaglia. In Albania, dove il concetto di Epiro non viene spesso utilizzato in un contesto ufficiale, le prefetture di Argirocastro, mwjwValona e mwkaBerat si estendono nei confini settentrionali e nord-orientali del classico Epiro.

Geografia

L'Epiro è una regione prevalentemente aspra e montuosa. È in gran parte costituito dalla catena del mwnqPindo, una serie di creste parallele mwngcalcaree che sono una continuazione delle mwnwAlpi Dinariche.cite-ref-britannica-4-3[4]cite-ref-10[10] Le montagne del Pindo formano la spina dorsale della Grecia continentale e separano l'Epiro dalla Macedonia e dalla Tessaglia a est. Sono parallele al mare e in generale così ripide che le valli sono particolarmente adatte al solo pascolo piuttosto che all'agricoltura su larga scala.cite-ref-britannica-4-4[4] L'altitudine va crescendo andando verso est, lontano dalla costa, raggiungendo il massimo di mwra2637 m sul mwrqmonte Smolikas, la più alta vetta dell'Epiro. Altre importanti catene sono quella del mwrgTymfi (mwrw2 496 di monte Gamila), Lygkos (mwsq2249 m), ad ovest e ad est dello Smolikas rispettivamente, mwsgGramos (mwsw2523 m) a nord-est, Tzoumerka (mwta2356 m) a sud-est, Tomaros (mwtq1976 m) a sudovest, Mitsikeli vicino a mwtwGiannina (mwua1810 m), Mourgana (mwug1806 m) e Nemercke/Aeoropos (mwva2485 m) sul confine tra Grecia e Albania, oltre ai mwvqmonti Acrocerauni (mwvg2000 m) vicino mwvwHimara in Albania. La maggior parte dell'Epiro si trova sul lato sopravvento del Pindo e i venti dominanti provenienti dal Mar Ionio fanno della regione la più piovosa della Grecia continentale.cite-ref-britannica-4-5[4]

Pianure significative si trovano solo vicino alla costa, nel sud-ovest vicino mwxqArta e mwxgPrevesa, nella pianura dell'Acheronte tra mwxwParamythia e mwyaFanari, tra mwyqIgoumenitsa e mwygSagiada, e anche nei pressi di mwywSaranda. La zona di mwzaZagori è un altopiano panoramico circondato da montagne su tutti i lati.

I fiumi principali dell'Epiro sono la mwzgVoiussa (mwzwAoos in greco), che scorre in direzione nord-ovest dalle montagne del Pindo in Grecia fino alla sua foce a nord della mw0abaia di Valona in Albania. Altri fiumi importanti sono il mw0qfiume Acheronte, famoso per il suo significato religioso nell'antica Grecia e sede della mw0gNecromanteion dell'Acheronte, il mw0wfiume Arachthos, attraversato dallo storico mw1aPonte di Arta, il Louros, il Tìami o Kalamas, e il Voidomatis, un affluente della Voiussa che fluisce attraverso la gola di Vikos. La Gola di Vikos, una delle più profonde del mondo, costituisce il fulcro del Parco nazionale Vikos-Aoos, noto per la sua bellezza paesaggistica. L'unico lago significativo dell'Epiro è il mw2qlago Pamvotida, sulle cui sponde si trova la città di mw2gGiannina, la città più grande e tradizionalmente più importante della regione.

Il clima dell'Epiro è mw3amediterraneo lungo la costa e mw3qalpino all'interno. L'Epiro è ricoperto da foreste, principalmente di mw3gconifere. La fauna è molto ricca di specie come mw3worsi, mw4alupi, mw4qvolpi, mw4gcervi e mw4wlinci.

Storia

Lo studioso di Oxford e membro della British Academy mw5wMartin Litchfield West ha sostenuto nel 2007 che il sito religioso di mw6aDodona nell'mw6qIliade di mw6gOmero era un'istituzione illirica e che la dea Demetra ha un'etimologia correlata all'illirico "Da-" (Alb. "dhe" [ terra]).cite-ref-11[11]

Ottomani

L'Epiro fu governato dagli mwaruOttomani per quasi 500 anni. Il governo ottomano, così come in tutti i Balcani, fu dannoso nella regione: fu sottoposta a deforestazione e alla coltivazione eccessiva, questo danneggiò il terreno e spinse molti "Epiroti" ad emigrare per sfuggire dalla povertà diffusa nella regione.cite-ref-britannica-4-6[4] Ciò nonostante, gli ottomani non godevano del controllo totale sull'Epiro. Le regioni di mwaroHimara e mwarsZagori riuscirono a resistere con successo al dominio ottomano e mantennero un grado di indipendenza per tutto quel periodo. Dal 1443 in poi, mwarwGiorgio Castriota Scanderbeg guidò una rivolta di 25 anni in mwar0Epirus nova contro l'Impero ottomano e fu eletto nel 1444 "generale della guerra turca" in quella che viene definita come la mwar4Lega di Alessio.cite-ref-gibbon1788p143-12-0[12] Gli Ottomani espulsero i Veneziani da quasi tutta la zona alla fine del mwasmXV secolo.

Tra il mwasuXVI e il mwasyXIX secolo, la città di Giannina raggiunse grande prosperità e divenne un importante centro del mwascmoderno illuminismo greco.cite-ref-13[13]cite-ref-fleming-14-0[14]cite-ref-15[15]cite-ref-16[16] Vennero fondate numerose scuole, come le Balaneios, Maroutsaia, Kaplaneios e Zosimaia, che insegnavano materie come mwatgletteratura, mwatkfilosofia, mwatomatematica e mwatsscienze fisiche. Nel mwatwXVIII secolo, con il declino del potere dell'Impero ottomano, l'Epiro divenne mwat0de facto regione autonoma sotto il dominio dispotico d mwat4Alì Pascià di mwat8Tepelenë, un brigante musulmano albanese che riuscì a diventare il governatore provinciale di Giannina nel 1788.cite-ref-britannica-4-7[4] Al culmine del suo potere, controllava tutto l'Epiro, gran parte del mwauqPeloponneso e parti occidentali della mwauuMacedonia.cite-ref-britannica-4-8[4] La campagna di Ali Pascià tendente a soggiogare la confederazione degli insediamenti di mwauoSuli incontrò forte resistenza da parte dei Sulioti, guerrieri albanesi della zona montuosa. Dopo numerosi tentativi falliti di sconfiggere i Sulioti, le sue truppe riuscirono a conquistare la zona nel 1803. D'altra parte, Ali, che aveva usato il greco come lingua ufficiale, assistette ad un aumento di attività culturale di propaganda greca con la creazione di numerose istituzioni educative.cite-ref-17[17]

Quando scoppiò la mwavaguerra d'indipendenza greca, gli abitanti dell'Epiro vi contribuirono notevolmente. Due dei membri fondatori della mwaveFilikí Etería (la società segreta dei rivoluzionari greci), mwaviNikolaos Skoufas e Athanasios Tsakalov, venivano da mwavmArta e dalla città di mwavqGiannina, rispettivamente. Il primo Primo ministro costituzionale della Grecia (1844-1847), mwavuIoannis Kolettis, era nativo del villaggio di Syrrako in Epiro ed era un ex medico personale di Ali Pascià. Ali Pascià cercò di utilizzare la guerra come un'opportunità per diventare un sovrano pienamente indipendente, ma fu assassinato da agenti ottomani nel 1822. Quando la Grecia divenne indipendente nel 1830, tuttavia, l'Epiro rimase sotto il dominio ottomano. Nel 1854, durante la mwavyguerra di Crimea, scoppiò una grande mwavcribellione. Anche se lo Stato greco ritrovato cercò tacitamente di sostenerla, la ribellione venne soppressa dalle forze ottomane dopo pochi mesi.cite-ref-18[18] Un'altra ribellione fallì nel 1878. Durante questo periodo, il mwavwPatriarcato ecumenico di Costantinopoli riuscì a chiudere le poche scuole albanesi, considerando l'insegnamento della lingua albanese un fattore che avrebbe potuto diminuire la sua influenza e portare alla creazione di una chiesa albanese indipendente, mentre le pubblicazioni in lingua albanese erano state vietate da parte dell'Impero ottomano.cite-ref-19[19]cite-ref-ramet1998-20-0[20] Alla fine del mwawuXIX secolo, il mwawyRegno d'Italia aprì diverse scuole nelle regioni di mwawcGiannina e mwawgPrevesa al fine di influenzare la popolazione locale, in maggioranza albanese. Queste scuole iniziarono ad attrarre studenti delle scuole di greco, ma alla fine vennero chiuse dopo l'intervento e le molestie da parte del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli.cite-ref-schwanders-21-0[21] Dalla fine del periodo del dominio ottomano (dal XVIII secolo) la popolazione greca e aromena della regione soffriva dell'azione dei predoni albanesi, che sporadicamente continuavano ad agire dopo la morte di Ali Pascià, fino al 1912-1913.cite-ref-22[22]

XX secolo

Mentre il mwaxgtrattato di Berlino assegnava gran parte dell'Epiro alla Grecia, l'opposizione degli Albanesi e la mwaxkLega di Prizren fecero sì che solo la regione di mwaxoArta venisse realmente ceduta alla Grecia nel 1881.cite-ref-gawrych2006-23-0[23] Fu solo a seguito della mwax8prima guerra balcanica del 1912-1913 e del mwayatrattato di Londra che il resto del sud dell'Epiro, tra cui mwayeGiannina venne incorporato nella Grecia. La Grecia aveva anche conquistato il nord dell'Epiro durante le mwayiguerre balcaniche, ma il mwaymtrattato di Bucarest, che concluse la mwayqseconda guerra balcanica, assegnò il nord dell'Epiro all'mwayuAlbania.cite-ref-24[24]

Questo risultò impopolare tra i greci locali, poiché una popolazione greca sostanziale esisteva nella parte albanese del confine.cite-ref-25[25] Tra i greci, il nord dell'Epiro era ormai considerato come mway8mwazaterra irredenta.cite-ref-konidaris-26-0[26] I Greci locali nel nord Epiro si rivoltarono, proclamando la mwazuloro indipendenza e creando la mwazyRepubblica Autonoma dell'Epiro del Nord nel febbraio del 1914.cite-ref-27[27] Dopo una guerriglia feroce, riuscirono a conquistare la piena autonomia sotto i termini del mwazsProtocollo di Corfù, firmato dai rappresentanti albanesi e nord epiroti e approvato dalle grandi potenze. La firma del protocollo assicurò che la regione avrebbe dovuto avere una propria amministrazione, riconobbe i diritti dei greci locali e fornì autogoverno sotto la sovranità albanese nominale.cite-ref-stickney-28-0[28] La repubblica, però, fu di breve durata, dato che quando scoppiò la mwaaaprima guerra mondiale l'Albania crollò e il nord Epiro venne alternativamente controllato dalla Grecia, dall'Italia e dalla Francia a vari intervalli.cite-ref-konidaris-26-1[26]cite-ref-tuckerroberts2005-29-0[29]

Anche se la mwab8conferenza di pace di Parigi del 1919 assegnò il nord Epiro alla Grecia, gli sviluppi come la sconfitta greca nella mwacaguerra greco-turca e, soprattutto, le pressioni italiane a favore dell'Albania fecero sì che la Grecia non avrebbe mantenuto il nord Epiro. Nel 1924, l'area venne di nuovo ceduta all'Albania.cite-ref-miller-31-0[31]

Nel 1939, l'Italia mwacyoccupò l'Albania, e nel 1940 mwaccinvase la Grecia. Gli italiani furono respinti in Albania, però, e le forze greche presero nuovamente il controllo del nord dell'Epiro. Il conflitto segnò la prima vittoria tattica degli mwacgAlleati nella mwackseconda guerra mondiale. mwacoBenito Mussolini in persona supervisionò il massiccio contrattacco delle sue divisioni nella primavera del 1941, solo per essere decisamente sconfitto ancora una volta dai poco attrezzati, ma determinati, Greci. La mwacsGermania nazista quindi mwacwintervenne nell'aprile del 1941 per evitare una imbarazzante sconfitta italiana. L'esercito tedesco eseguì manovre militari rapide attraverso la mwac0Jugoslavia e costrinse le forze greche, circondate sul fronte dell'Epiro, ad arrendersi.

Tutto l'Epiro venne quindi posto sotto mwac8occupazione italiana fino al 1943, quando i tedeschi lo presero in seguito alla mwadaresa italiana con gli Alleati. A causa della vasta attività antinazista della resistenza greca (soprattutto sotto l'mwadeEDES), i tedeschi effettuarono rastrellamenti anti-partigiani in grande scala, facendo ampio uso di bande di collaborazionisti albanesi che commisero numerose atrocità contro la popolazione civile.cite-ref-32[32]

Per far fronte alla situazione, la missione militare alleata nella Grecia occupata dall'Asse (sotto il colonnello C.M. Woodhouse), diede ordini, ai partigiani EDES, di contro-attacco e caccia ai loro villaggi e a quelle unità che li avevano utilizzati come basi e roccaforti locali. Aiutati dagli Alleati, con materiale bellico trasferito dalla recente liberata l'Italia meridionale, le forze EDES riuscirono a far fuggire diverse migliaia di musulmani mwadcciamurioti e a rifugiarsi nella vicina Albania.

Con la liberazione della Grecia e l'inizio della mwadkguerra civile greca alla fine del 1944, gli altopiani dell'Epiro divennero un importante teatro di guerriglia tra la sinistra (mwadoEsercito greco popolare di liberazione (ELAS)) e la destra mwadslega greca nazionale repubblicana (EDES). Negli anni successivi (1945-1949), le montagne dell'Epiro divennero anche teatro di alcuni dei più feroci combattimenti della seconda e sanguinosa parte della guerra civile greca. L'episodio finale della guerra ebbe luogo sul monte Grammos nel 1949, terminato con la sconfitta dei comunisti. La pace tornò nella regione nel 1949, anche se a causa del pubblico coinvolgimento attivo albanese nella guerra civile dalla parte dei comunisti, lo stato formale di guerra tra la Grecia e l'Albania è ancora in vigore tutt'oggi. Un altro motivo per il proseguimento dello stato di guerra fino fu che durante tutto il periodo del regime comunista in Albania, la popolazione greca del mwad0Nord Epiro sperimentò una forzata mwad4albanizzazione.cite-ref-33[33] Anche se una minoranza greca venne riconosciuta dal regime di mwaemEnver Hoxha, questo riconoscimento venne applicato solo ad una "zona di minoranza ufficiale" composta da 99 villaggi, tralasciando importanti aree di insediamento greco, come mwaeqHimara.cite-ref-konidaris-26-2[26] La gente al di fuori della zona ufficiale di minoranza non ricevette alcuna istruzione in lingua greca, che era vietata in pubblico.cite-ref-konidaris-26-3[26] Il regime di Hoxha diluì anche la demografia etnica della regione spostando Greci che vi abitano e sistemando al loro posto albanesi provenienti da altre parti del paese.cite-ref-konidaris-26-4[26] Le relazioni cominciarono a migliorare nel 1980 quando la Grecia abbandonò le pretese territoriali sul Nord Epiro e con la revoca dello stato ufficiale di guerra tra i due paesi.cite-ref-konidaris-26-5[26]

Il crollo del regime comunista in Albania nel 1990-1991 innescò una massiccia migrazione di cittadini albanesi in Grecia, che comprendeva molti membri della minoranza greca. Dalla fine della mwafyguerra fredda, molti greci del Nord Epiro stanno riscoprendo la loro eredità greca grazie all'apertura di scuole di mwafclingua greca nella regione, mentre i ciamurioti hanno chiesto un risarcimento per le loro proprietà perdute. Nel periodo della guerra fredda, i rapporti continuarono a migliorare anche se le tensioni rimasero sulla disponibilità all'istruzione in lingua greca fuori della zona ufficiale di minoranza, sui diritti di proprietà della minoranza, e su occasionali episodi di violenza sui membri della minoranza greca.

Economia

Una topografia scoscesa suoli poveri, e i terreni frammentati hanno mantenuto la produzione agricola a basso livello e hanno portato ad una bassa densità di popolazione.cite-ref-britannica-4-9[4] La zootecnia è la principale industria e il mwagqmais la principale produzione agricola.cite-ref-britannica-4-10[4] Arance e olive sono coltivate nelle pianure occidentali, mentre il mwagktabacco viene coltivato a Giannina.cite-ref-britannica-4-11[4] L'Epiro ha poche risorse naturali e industrie, e la popolazione è stata decimata dalle migrazioni.cite-ref-britannica-4-12[4] La popolazione è concentrata intorno a Giannina, che ha il maggior numero di stabilimenti industriali.cite-ref-britannica-4-13[4]

Trasporti

L'Epiro è stato storicamente una regione remota e isolata grazie alla sua posizione tra le montagne del Pindo e il mare. Nell'antichità, la romana mwahgVia Egnatia passava attraverso l'Epirus Nova, che collegava mwahoBisanzio e mwahsTessalonica a mwahwDurazzo sul mwah0mare Adriatico. La moderna mwah4autostrada che collega mwah8Giannina con la provincia greca di Macedonia e termina a mwaiaIgoumenitsa, è l'unica strada attraverso le montagne del Pindo ed è servita a ridurre notevolmente l'isolamento della regione. Il tunnel sottomarino mwaieAktio-Preveza collega la punta più meridionale d'Epiro, nei pressi di mwaiiPrevesa, con l'mwaimEtolia-Acarnania in Grecia occidentale. Esistono traghetti tra mwaiqIgoumenitsa le mwaiuIsole Ionie e l'Italia. L'unico aeroporto dell'Epiro è quello di Giannina (IATA: mwaicIOA, ICAO: mwaigLGIO), mentre l'Aktion (IATA: mwaioPVK, ICAO: mwaisLGPZ) si trova a sud di Prevesa in mwaiwEtolia-Acarnania. Non ci sono ferrovie in Epiro.

Galleria d'immagini

Note

cite-note-11. Inteso come centro più popoloso.
cite-note-22. mwareEpiro a cura di mwarivogliadigrecia.it, link verificato il 29 ottobre 2019.
cite-note-33. (mwarymwarcEN) Thanos Veremēs; Markos Dragoumēs, mwargmwarkHistorical Dictionary of Greece, Scarecrow Press, 1995, ISBN 978-08-10-82888-9, p. 67.
cite-note-britannica-44. mwatgmwatkmwatoEpirus, su mwatsEncyclopaedia Britannica, Encyclopaedia Britannica, Inc.. mwatwURL consultato il 16 novembre 2013.
cite-note-ocd527-55. mwauamwaueHornblower Spawforth Eidinow, 2012.
cite-note-66. mwauumwauyBabiniotis, 1998.
cite-note-77. mwauomwausWinnifrith, 2002,mwauw p. 22.
cite-note-book-vii-chapter-7-5-88. Strabone. mwavaGeography, mwave7.7.5.
cite-note-99. mwavumwavyWilkes, 1995,mwavc p. 92: "La descrizione di Appiano dei territori illirici registra un confine meridionale con la Caonia e la Tesprozia, dove l'antico Epiro iniziava a sud del fiume mwavgAous (Vijosë)." (mwavkMap)
cite-note-1010. mwav0mwav4Bahr Johnston Bloomfield, 1997,mwav8 p. 389.
cite-note-1111. Indo-European Poetry and Myth
cite-note-gibbon1788p143-1212. mwawymwawcGibbon, 1788,mwawg p. 143.
cite-note-1313. mwawwmwaw0Sakellariou, 1997,mwaw4 p. 268.
cite-note-fleming-1414. mwaximwaxmFleming, 1999,mwaxq pp. 63-66.
cite-note-1515. mwaxgmwaxkThe Era of Enlightenment (Late 7th century-1821). Eθνικό Kέντρο Bιβλίου, p. 13.
cite-note-1616. Υπουργείο Εσωτερικών, Αποκέντρωσης και Ηλεκρονικής Διακυβέρνησης mwax0Περιφέρεια Ηπείρου: "Στη δεκαετία του 1790 ο νεοελληνικός διαφωτισμός έφθασε στο κορύφωμά του. Φορέας του πνεύματος στα Ιωάννινα είναι ο Αθανάσιος Ψαλίδας."
cite-note-1717. mwayemwayiFleming, 1999,mwaym p. 64.
cite-note-1818. mwaycmwaygReid, 2000.
cite-note-1919. mwaywmway0Jelavich, 1977,mway4 p. 226.
cite-note-ramet1998-2020. mwazimwazmRamet, 1998,mwazq p. 205.
cite-note-schwanders-2121. mwazgmwazkSchwandner-Sievers Fischer, 2002.
cite-note-2222. mwaz0mwaz4Hammond, 1976,mwaz8 p. 41: "In tutto questo periodo bande di predoni albanesi saccheggiavano e distruggevano i villaggi del Valacchi e dei Greci in Epiro, nel nord del Pindo, la regione dei laghi di Prespa e Ocride, e parti della Macedonia occidentale. Un capo albanese, 'Ali il Leone', emulò le azioni di 'Giovanni Spada' e 'Pietro Pockmark' quando si autonominò, come Ali Pascià, sovrano indipendente di Giannina. Lui e i suoi soldati albanesi, reclutati principalmente nella sua patria, nel Kurvelesh e nella valle del Drin a nord dell'Epiro, controllavano tutto l'Epiro e portarono le loro incursioni fino in Macedonia occidentale e in Tessaglia. Come si è visto, distrussero gli insediamenti valacchi nella zona dei laghi e indebolirono quelli più a sud. Dopo l'assassinio di Ali Pascià nel 1822, incursioni sporadiche di bande di albanesi erano una caratteristica della vita nel nord della Grecia fino alla liberazione del 1912-13".
cite-note-gawrych2006-2323. mwa0mmwa0qGawrych, 2006,mwa0u pp. 68-69.
cite-note-2424. mwa0kmwa0oClogg, 2002,mwa0s p. 105: "La seconda guerra balcanica ebbe breve durata e i bulgari furono presto trascinati al tavolo delle trattative. Con il Trattato di Bucarest (agosto 1913) la Bulgaria fu costretta ad accettare una poco favorevole regolamentazione dei confini, anche se ottenne una via per l'Egeo, a Degeagatch (moderno Alexandroupolis). Venne riconosciuta la sovranità della Grecia su mwa0wCreta ma la sua ambizione di annettersi nord dell'Epiro con la sua vasta popolazione greca fu bloccata dall'annessione dell'area all'Albania indipendente".
cite-note-2525. mwa1amwa1ePettifer, 2001,mwa1i p. 4.
cite-note-konidaris-2626. mwa2amwa2eKing Mai Schwandner-Sievers, 2005.
cite-note-2727. mwa2umwa2yWinnifrith, 2002,mwa2c p. 130.
cite-note-stickney-2828. mwa2smwa2wStickney, 1926.
cite-note-tuckerroberts2005-2929. mwa3amwa3eTucker Roberts, 2005,mwa3i p. 77.
cite-note-304. mwa3ymwa3cSoteriades, 1918: Map.
cite-note-miller-3131. mwa3wmwa30Miller, 1966,mwa34 pp. 543-544.
cite-note-3232. mwa4imwa4mRuches, 1965,mwa4q pp. 162-167.
cite-note-3333. mwa4gmwa4kPettifer, 2001,mwa4o p. 7.

Bibliografia

• citerefbabiniotis-1998Georgios Babiniotis, Lexiko tis Neas Ellinikis Glossas, Athens, Greece, Kentro Lexikologias, 1998, ISBN 960-86190-0-9.
• citerefbahr-johnston-bloomfield-1997Lauren S. Bahr, Bernard Johnston e Louise A. Bloomfield, Collier's Encyclopedia, vol. 11, New York, New York, Collier, 1997.
• mwa5aJohn Boardman e Nicholas Geoffrey Lemprière Hammond, The Cambridge Ancient History - The Expansion of the Greek World, Eighth to Sixth Centuries B.C., Part 3: Volume 3 (Second Edition), Cambridge, United Kingdom, Cambridge University Press, 1982, ISBN 0-521-23447-6.
• mwa5iEugene N. Borza, In the Shadow of Olympus: The Emergence of Macedon (Revised Edition), Princeton, New Jersey, Princeton University Press, 1992, ISBN 0-691-00880-9.
• mwa5qRoger Brock e Stephen Hodkinson, Alternatives to Athens: Varieties of Political Organization and Community in Ancient Greece, Oxford, United Kingdom, Oxford University Press, 2002, ISBN 0-19-925810-4.
• mwa5yAlan Cameron, Greek Mythography in the Roman World, New York, New York and Oxford, United Kingdom, Oxford University Press, 2004, ISBN 0-19-517121-7.
• citerefclogg-2002Richard Clogg, A Concise History of Greece 1770–2000, Cambridge, United Kingdom, Cambridge University Press, 2002.
• mwa5kSteven G. Ellis e Lud'a Klusáková, Imagining Frontiers, Contesting Identities, Pisa, Italy, Edizioni Plus – Pisa University Press, 2007, ISBN 88-8492-466-9.
• citereffleming-1999Katherine Elizabeth Fleming, The Muslim Bonaparte: Diplomacy and Orientalism in Ali Pasha's Greece, Princeton, New Jersey, Princeton University Press, 1999, ISBN 0-691-00194-4.
• mwa5wJohn Van Antwerp Fine, The Late Medieval Balkans: A Critical Survey from the Late Twelfth Century to the Ottoman Conquest, Ann Arbor, Michigan, University of Michigan Press, 1994, ISBN 0-472-08260-4.
• citerefgawrych-2006George Walter Gawrych, The Crescent and the Eagle: Ottoman Rule, Islam and the Albanians, 1874-1913, New York, New York and London, United Kingdom, I.B. Tauris, 2006, ISBN 1-84511-287-3.
• mwa58Vladimir Ivanov Georgiev, Introduction to the History of the Indo-European Languages, Sofia, Bulgarian Academy of Sciences, 1981.
• mwa6eNicholas Geoffrey Lemprière Hammond, Epirus: The Geography, the Ancient Remains, the History and the Topography of Epirus and Adjacent Areas, Oxford, United Kingdom, The Clarendon Press, 1967.
• citerefhammond-1976Nicholas Geoffrey Lemprière Hammond, Migrations and Invasions in Greece and Adjacent Areas, Park Ridge, New Jersey, Noyes Press, 1976, ISBN 0-8155-5047-2.
• mwa6qNicholas Geoffrey Lemprière Hammond, A History of Greece to 322 B.C, Oxford, United Kingdom, Clarendon Press, 1986, ISBN 0-19-873096-9.
• mwa6yNicholas Geoffrey Lemprière Hammond, Philip of Macedon, London, United Kingdom, Duckworth, 1998, ISBN 0-7156-2829-1.
• citerefhornblower-spawforth-eidinow-2012Simon Hornblower, Antony Spawforth e Esther Eidinow, The Oxford Classical Dictionary, 4ª ed., Oxford, Oxford University Press, 2012 [1949], ISBN 978-0-19-954556-8.
• citerefjelavich-1977Charles Jelavich e Barbara Jelavich, The Establishment of the Balkan National States, 1804-1920: A History of East Central Europe, VIII, Seattle, Washington, University of Washington Press, 1977, ISBN 0-295-96413-8.
• mwa6oAlexander Petrovich Kazhdan, Oxford Dictionary of Byzantium, New York, New York and Oxford, United Kingdom, Oxford University Press, 1991, ISBN 0-19-504652-8.
• citerefking-mai-schwandner-sievers-2005Russell King, Nicola Mai e Stephanie Schwandner-Sievers, The New Albanian Migration, Portland, Oregon, Sussex Academic Press, 2005, ISBN 1-903900-78-6.
• mwa60David Malcolm Lewis e John Boardman, The Cambridge Ancient History: The Fourth Century B.C., Cambridge, United Kingdom, Cambridge University Press, 1994, ISBN 0-521-23348-8.
• mwa68Henry George Liddell e Robert Scott, A Greek-English Lexicon, Oxford, United Kingdom, Clarendon Press, 1940.
• mwa7eRobert McHenry, The New Encyclopaedia Britannica, 15th, Chicago, IL, Encyclopaedia Britannica, Inc., 2003, ISBN 978-0-85229-961-6.
• citerefmiller-1966William Miller, The Ottoman Empire and Its Successors, 1801-1927, New York, New York and London, United Kingdom, Frank Cass, 1966, ISBN 978-0-7146-1974-3.
• mwa7qJames Minahan, Encyclopedia of the Stateless Nations: Ethnic and National Groups around the World, Westport, Connecticut, Greenwood Press, 2002, ISBN 0-313-31617-1.
• mwa7gDonald MacGillivray Nicol, The Despotate of Epiros, 1267–1479: A Contribution to the History of Greece, Cambridge, Cambridge University Press, 1984, ISBN 978-0-521-26190-6.
• citerefpettifer-2001James Pettifer, The Greek Minority in Albania - In the Aftermath of Communism (PDF), Camberley, Surrey, Conflict Studies Research Centre, Royal Military Academy Sandhurst, 2001, ISBN 1-903584-35-3 (archiviato dall'url originale il 21 maggio 2010).
• citereframet-1998Sabrina P. Ramet, Nihil Obstat: Religion, Politics, and Social Change in East-Central Europe and Russia, Durham, North Carolina, Duke University Press, 1998, ISBN 0-8223-2070-3.
• citerefreid-2000James J. Reid, Crisis of the Ottoman Empire: Prelude to Collapse 1839-1878, Stuttgart, Germany, Franz Steiner Verlag, 2000, ISBN 3-515-07687-5.
• mwa70Joseph Roisman e Ian Worthington, A Companion to Ancient Macedonia, New York, New York, Wiley-Blackwell, 2010, ISBN 1-4051-7936-8.
• citerefruches-1965Pyrrhus J. Ruches, Albania's Captives, Chicago, Illinois, Argonaut Incorporated, Publishers, 1965.
• citerefsakellariou-1997M. V. Sakellariou, Epirus, 4000 Years of Greek History and Civilization, Athens, Greece, Ekdotikē Athēnōn, 1997, ISBN 960-213-371-6.
• mwa8eStephanie Schwandner-Sievers e Bernd Jürgen Fischer, Albanian Identities: Myth and History, Bloomington, Indiana, Indiana University Press, 2002, ISBN 0-253-21570-6.
• citerefsoteriades-1918Georgios Soteriades, An Ethnological Map Illustrating Hellenism in the Balkan Peninsula and Asia Minor, London, United Kingdom, Edward Stanford, 1918.
• mwa8qEdith Pierpont Stickney, Southern Albania or Northern Epirus in European International Affairs, 1912–1923, Stanford, California, Stanford University Press, 1926, ISBN 978-0-8047-6171-0.
• mwa8yDavid W. Tandy, Prehistory and History: Ethnicity, Class and Political Economy, Montréal, Québec, Canada, Black Rose Books Limited, 2001, ISBN 1-55164-188-7.
• citereftucker-roberts-2005Spencer Tucker e Priscilla Mary Roberts, World War I: Encyclopedia, Santa Barbara, California, ABC-CLIO Incorporated, 2005, ISBN 1-85109-420-2.
• citerefwilkes-1995John J. Wilkes, The Illyrians, Oxford, United Kingdom, Blackwell Publishers Limited, 1995, ISBN 0-631-19807-5.
• citerefwinnifrith-2002Tom Winnifrith, Badlands, Borderlands: A History of Northern Epirus/Southern Albania, London, United Kingdom, Duckworth, 2002, ISBN 0-7156-3201-9.

Altri progetti

Altri progetti

• Wikiquote
• Wikimedia Commons
• Wikivoyage

• Wikiquote contiene citazioni di o su Epiro
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Epiro
• Wikivoyage contiene informazioni turistiche su Epiro

Collegamenti esterni

• mwa84Lega epirota, su macedonian-heritage.gr.
• mwa9aGuida sull'Epiro, su epirus.info. URL consultato il 3 giugno 2015 (archiviato dall'url originale il 1º agosto 2018).
• mwa9iPanepirotic Federation of America, su panepirotic.org.
• mwa9qPanepirotic Federation of Greece, su panepirotiki.com.
• mwa9yPanepirotic Society of Cairo, su panipirotikos-kairou.org. URL consultato il 3 giugno 2015 (archiviato dall'url originale il 26 novembre 2013).
• mwa9gmwa9kiliochori.com Informazioni sull'Epiro
• mwa9smwa9wHpeiros.gr Grecia Epiro portal
• mwa94IoanninaToday Ιnformazioni per Giannina e di Epiro